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UN POZZO PER MOMOI

GENNAIO  2011

Momoi è un villaggio che sorge nella parrocchia di Loire nella diocesi di Meru, un villaggio di capanne di legno, sparse in un vasta zona di savana il cui centro è formato dalla scuola. Le persone vivono dei frutti dell’orto che coltivano e di animali da cortile, per i più fortunati dell’allevamento di qualche capra o mucca. La vita del villaggio è estremamente dura e povera,nessuno ha una macchina, l’unico ad avere un motorino, regalo di padre John, è il catechista, che lo utilizza per la comunità portando i malati dal dottore ed mettendosi a disposizione per le necessità. A Momoi non ci sono ne acqua ne corrente, tutto viene fatto con difficoltà e fatica, ma nella loro estrema semplicità sanno essere accoglienti e generosi, umili e dignitosi.

Nella visita di ottobre di quest’anno nel villaggio di Momoi, è stato richiesto a Padre John, un aiuto per la realizzazione di un pozzo artesiano. In questa zona di savana , dove da sempre scarseggiano acqua e risorse, negli ultimi anni il clima sta cambiando: i periodi di siccità son sempre più lunghi e le piogge sempre più violente e imprevedibili, rovinando così raccolti e mettendo in difficoltà la vita della popolazione.

Con il Catechista del villaggio è stato individuato il sito dove vorrebbero realizzare il pozzo, ed è stata anche verificata la presenza d’acqua. Il pozzo sorgerebbe nei pressi della scuola permettendo all’intero villaggio di avere acqua a sufficienza per le famiglie dell’intera zona, senza dover fare parecchi chilometri nei periodi di siccità per qualche litro d’acqua.

Abbiamo accolto con piacere la loro richiesta, sincera ed autentica, potendoci così sentire più vicini ed uniti a loro.

Abbiamo pensato, motivati della positiva esperienza al Centro  recupero bambini del Meru, di realizzare un pozzo artesiano di circa 100m di profondità, installare pannelli fotovoltaici per l’alimentazione elettrica della pompa e una cisterna di stoccaggio dell’acqua. Tale sistema permette di eliminare l’oneroso costo per realizzare la linea di corrente elettrica e i successivi costi di consumo energetico.

Saranno necessari circa 20,000 euro che stiamo raccogliendo grazie alla generosità delle famiglie cuneesi che tanto si sentono vicine alle famiglie di questo villaggio e così desiderano rispondere concretamente alla loro richiesta di aiuto.

AGOSTO 2011   GRANDE SICITA’  e  INIZIO LAVORI

La grande siccità che sta’ colpendo il Kenya, stà mettendo a dura prova questo villaggio. I prezzi di Mais, Fagioli e Riso sono volati alle stelle, ma non solo, i magazzini sono vuoti e le porzioni sono razionate a persona. La situazione è critica, ma al nostro arrivo non manca la loro calorosa e sorridente accoglienza, segno che con questo problema oramai ci convivono anche se ne soffrono. Con le donazioni raccolte in italia, e l’aiuto di tanti nostri amici di Meru e Momoi  riusciamo a comprare 5/10 sacchi per volta di mais. Il nostro aiuto si allarga al tutta la parrocchia di Loire arrivando anche al piccolo e disperso villaggio di Anjorota  ed altre parrocchie della zona che ci chiedono un aiuto,con un totale di oltre 4000 kg di mais distribuiti.

Il Vescovo di Merù  ha ringraziato molto per ciò che stiamo facendo ed è fiero dell’amicizia instaurata simbolo di fratellanza .

In tale occasione è stata fatta una riunione con gli abitanti di Momoi, il Capo del Villaggio  e il Catechista dando il nostro sostegno economico per INIZIARE IL POZZO, il Catechista ufficialmente a REGALATO alla comunità la porzione di terra su cui si costruirà il pozzo e la Comunità si é impegnata a farsi carico delle spese di manutenzione dell’impianto.

AUTUNNO 2011/PRIMAVERA 2012

Momoi o meglio Mumui nella lingua locale, è un villaggio situato nella parrocchia di Ruiri nella diocesi di Meru, ai piedi del monte Kenya. Le costruzioni, povere capanne di legno e rami secchi, sparse in un vasta zona di savana il cui centro è formato da una chiesetta che sorge come una sentinella sulla sommità di una collina. Tutt’intorno arbusti e alberi dalla chioma bassa e ricoperta di foglioline piccole e acuminate spine che le proteggono dall’avidità e, spesso, dalla fame di animali erbivori come capre e qualche mucca. Un sentiero si snoda come un serpente in mezzo alla vegetazione e congiunge la chiesetta ad un altro edificio altrettanto importante che è la scuola. Tutto qui: due edifici per ritrovarsi e per stare un pochino insieme. Tutt’intorno la povertà. Il miracolo che qui è possibile ammirare sono i bambini. Tantissimi e tutti belli. Dai visetti sorridenti che ti ispirano immediatamente simpatia. Ti viene voglia di parlare con loro, ma immediatamente ti accorgi che parlano una lingua diversa dalla tua. Allora è la simpatia che si fa da interprete. E ti ritrovi a correre con loro, magari dietro ad un pallone, in una radura che malamente assomiglia ad un campo sportivo. Mancano le strisce che delimitano lo spazio di gioco. Ma non importa perché qui non è importante fare goal, ma la vera vittoria sta nello stare insieme e sudare sotto questo sole pomeridiano africano. Le persone vivono di quanto coltivano: mais, in linea di massima e fagiolini. Pochi altri prodotti coronano la loro tavola, come uova e latte di capra. Sono pochissime le mucche ed una vera ricchezza possederne una. Invece è molto comune trovare delle galline che raccolgono dalla terra qualche insetto o dei semi. Polli che indubbiamente non hanno nulla a che vedere con quelli che noi compriamo al supermercato, quel tipo di galline che mia madre definiva “quelle di una volta….” Ma, qui a Momoi si possono ancora trovare! Qui la vita in generale sembra essersi fermata nel tempo e, noi abituati al rumore dei motori ed alla frenesia della vita, restiamo ammirati dal silenzio, rallegrato solamente dal canto degli uccelli e dal vociare dei bambini, tanti e tutti allegri. Ma qui la vita in realtà non è una favola, ma al contrario è estremamente dura e povera; nessuno ha una macchina, l’unico ad avere un motorino, regalo di padre John, è un ragazzo molto sveglio, che parla bene l’inglese e che da tutti viene chiamato il catechista, in quanto svolge questo importantissimo compito di parlare di Gesù e della fede Cristiana nel suo villaggio ed in un altro villaggio a qualche chilometro di distanza. E’ questo l’unico contatto che hanno per buona parte dell’anno con la religione. Ogni tanto viene un sacerdote a celebrare nella loro chiesetta mentre, per la restante parte del tempo, viene utilizzata come luogo di riunioni ed anche, se occorre, come deposito granaio perché è l’unico luogo grande che è riparato dagli agenti atmosferici e protetto dagli animali. La chiesetta per loro è un dono, un qualcosa che gli permette di sentirsi comunità, altrimenti sarebbero state solamente capanne sparse, disperse nell’immensità della savana. Queste persone percorrono anche distanze molto grandi per ritrovarsi a pregare e stare insieme e, quando possibile, a partecipare alla Santa Messa. E’ gente semplice che crede ancora nelle cose significative della vita, che si aspetta dalla Divina provvidenza solamente il necessario per vivere e non ha bisogno di tutte quelle cose che noi abbiamo fatto diventare indispensabili come l’automobile, la televisione, il computer ed i bambini sono altrettanto forti e felici anche se non mangiamo i biscotti del Mulino Bianco… La vita qui è dura anche per la mancanza di sanità. L’età della vita media è molto bassa. Ci viene presentato l’uomo più vecchio e saggio del villaggio: è un uomo non tanto alto, capelli bianchi che spiccano sul viso scuro e magro. Ha una stampella per aiutarlo a spostarsi in quanto, a seguito di una caduta, si fratturò una gamba che lui stesso “ingessò” con una rudimentale “steccatura” e bendaggio. E’ vedovo e lui, con una lacrima che gli scivola sulla guancia, ci accompagna nel luogo dove è sepolta la moglie, proprio dietro casa, sotto tanta terra, terra rossa-rossa, terra africana…. Quest’uomo ha tante cose da raccontare, i suoi occhi rivivono nei racconti le scene di quando era bambino, quando cacciava ancora gli animali. Ancora adesso è bravo a costruire frecce acuminate che come trofei, ognuno di noi, esibisce nel proprio salotto, come l’opera di un grande maestro, mentre è il lavoro di un umile uomo, il più vecchio del villaggio di Mamoi, che pensate ha ben sessanta anni………

Da queste parti un elemento molto prezioso è l’acqua. E’ molto difficile trovare dei canali o torrenti d’acqua, per non dire impossibile. Quindi l’unica acqua disponibile è quella che viene “venduta” dai pozzi pubblici e dai venditori d’acqua. Anche il villaggio di Mamoi dispone di pochissime risorse idriche per dissetare la popolazione del luogo. Per non parlare dei raccolti agricoli che dipendono esclusivamente delle precipitazioni piovose che si hanno durante le stagioni. A volte, come negli ultimi 3 anni, sono state talmente limitate che la zona è stata investita da una grande carestia (questa zona fa parte del “corno d’Africa”) che ha portato alla fame queste popolazioni. I contadini, con la speranza della pioggia, continuavano riseminare i campi ma non riuscivano a ricavare nulla. E’ stata una situazione davvero difficile e duratura. Proprio da questa esperienza di bisogno è nata l’iniziativa di padre John di costruire un pozzo, proprio vicino alla scuola dove ogni giorno circa 500 ragazzi vanno a lezione da 5 insegnanti governativi. La scuola è costruita da piccole costruzioni di una o due aule ciascuna. Una parte di questo complesso è stata realizzata con l’aiuto economico dello stesso padre John. Adesso quello che serve è un pozzo, che pompi tanta acqua per dissetare questa terra e questa gente. Vengono fatti gli studi per individuare il posto ideale dove eseguire la trivellazione. Vengono fatti i preventivi di spesa che si presentano subito molto alti in quanto la trivella viene solamente da Nairobi e qui non ci sono neanche strade per arrivarci. Inoltre tutto il materiale tecnico necessario arriva dall’Europa. Il sistema di pompaggio scelto è costituito da una pompa ad immersione Danfoss alimentata da un sistema ad energia solare. Qui è l’unica energia, assieme a quella umana, che c’è in grande quantità. Il costo di trivellazione viene quantificato in € 15.000,00, davvero una cifra grande anche considerando che la falda acquifera viene ipotizzata a circa 150 mt di profondità. Il costo delle attrezzature invece si aggira sui € 18.000,00 : sono cifre davvero importanti ma che non spaventano chi ha nel cuore l’Africa e vede in questa gente un fratello bisognoso. Padre John rientra in Italia e con l’energia ed il vigore di “un ragazzino” smuove mezz’Italia, dal nord di Mondovì al sud di Cosenza, cercando fondi da destinare a questo progetto. I lavori di trivellazione partono e la sonda trova finalmente l’acqua a 138 mt e subito, quasi per miracolo, la falda acquifera risale stabilmente fino a 42 mt, dovuto alla pressione sotterranea in cui era incanalata. Qualche piccola difficoltà tecnica nella perforazione ma niente più e l’acqua adesso c’è, ma bisogna pomparla. Un’acconto di € 10.000,00 viene inviato da padre John al coordinatore dei lavori, don Nicolas, giovane sacerdote keniota e suo speciale amico, il quale provvede a dare un acconto per i lavori alla ditta Davis e Shirtliff di Nairobi. A tale riguardo si ringrazia l’associazione Il Bucaneve di Boves per la sensibilità e l’aiuto economico che ha elargito per questo progetto. Intanto sono state ordinate tutte le attrezzature di pompaggio che entro la fine del mese di maggio 2012 verranno fornite ed installate. Instancabile continua la corsa di padre John alla ricerca del denaro ancora necessario per completare l’opera. Ed intanto lunedì lui partirà con un gruppi di pellegrini per Mediugorje……. e molto presto i bambini di Mamoi avranno l’acqua per bere……, su questo lui è sicuro.

Un abbraccio

g.m.
Allego i preventivi dell’opera

DOM Kairume Children’s Centre

Mumui costs

11 GIUGNO 2012   IL POZZO E’ FINITO!!!

Arriva un sms alle 7.00 am:  esce l’acqua, è tutto OK, il pozzo è FINITO. Vi aspettiamo per FESTEGGIARE INSIEME.